Vi racconto una battuta di pesca invernale di qualche anno fa fatta tra la Troia e Cala Felice. Per chi non sa cos'è la Troia si informi...ma così si chiama e gli scogli che la separano dalla Punta sud del Golfo di Follonica vengono battezzati Porcellini..insomma il mare si fa di maiale e questa Maremma qui, vista dagli scogli, è strepitosa. Ero da pochi mesi arrivato dall'Emilia dopo quindici anni di emigrazione , la prima volta che entravo in contatto con il mare d'inverno. Sveglia alle cinque e appuntamento alla Polveriera con i miei zii materni. Un freddo inenarrabile, ma il mare di febbraio si presentava come uno specchio fantastico sotto un cielo stellato da mille e una notte.
Un contenitore di osservazioni sull'enogastronomia della Maremma Toscana vista con gli occhi ed il racconto di episodi di vita vissuta tra cibi, vini e natura.
lunedì 25 ottobre 2010
giovedì 7 ottobre 2010
Per una "Cucina Rock"!!
Chi insegna cosa a chi e come, specialmente quando si parla di trasferire competenze e tecniche legate al mondo della cucina. E' un tema dato troppo per scontatato, specialmente in un paese come il nostro dove "le cose si fanno superbamente con superficialità". Essere in grado di trattare gli alimenti seguendo manuali, dosaggi ricette slow o fast è relativo a quanto tempo noi "assegniamo" alla nostra giornata nel prenderci cura della nostra alimentazione.
venerdì 24 settembre 2010
MANIFESTO PER UN “PARCO DEL GUSTO” NELL’ALTA MAREMMA.
Per crescere e far crescere il Territorio.
Un invito a investire con decisione sull’Enogastronomia.
Parco Centrale a Follonica rappresenta un’opportunità da non perdere per avvicinarci all’Europa che si innova.
La nostra terra sta attraversando un’autentica rivoluzione, spesso in silenzio e in bassa frequenza, ma una rivoluzione dove il gusto e la nostra voglia crescente di intercettarlo la fa da padrone. Maremma Toscana: terra di enogastronomia, ricca di emozioni, qualità dichiarate e testate, ma con innegabili difficoltà nella promozione del suo comparto di punta. Tanti gli sforzi pubblici e delle Associazioni in corso per innalzare la visibilità del sistema micronizzato delle aziende, ma i risultati, quelli attesi, arrivano con lentezza e in maniera difforme nonostante la bontà delle azioni. E’ vero, non è così semplice trasportare uniformemente le tante aziende nei processi comunicativi e promozionali, ma è innegabile che tutti gli attori coinvolti sanno perfettamente quale è la posta in gioco, proprio perché è facilmente percepibile che il confine tra il successo e l’insuccesso è dovuto alla capacità o meno di saper innovare il brand del nostro sistema enogastronomico, ben presente nella rete comunicativa, ma fisicamente impalpabile, tolte le poche manifestazioni concentrate nei periodi di maggiore afflusso turistico. Eppure godiamo della presenza di moltissime aziende che lavorano e lottano tutti i giorni dell’anno per mantenere le proprie produzioni, in alcuni casi sconosciute al territorio perché hanno scelto mercati differenti, prodotti il cui utilizzo diventa tra l’altro improbabile per la ristorazione locale che molto spesso utilizza prodotti di altri territori.
martedì 31 agosto 2010
Posso essere migliore di quello che sono ,,,,,
E' vero che il caldo di una cucina estiva ti uccide dentro prima che fuori e la vera battaglia non è con quelle pazze di sala ma con il tuo self control che vagheggia il desiderio di profumi esotici, acqua cristallina e il niente da fare. Il collo mi gronda di sudore e la giacca si sta impantandando con la schiena a livelli da palestrati arrabbiati, ma dentro non sono incazzato ....no ; sono solo impotente mentro continuo a muovermi in quei tre metri quadri di cucina in cui ripeto movimenti frenetici e svogliati. Una carbonara....vai..un'altra carbonara "cazzo se lo sapevo ne facevo due" una comanda di tre persone con tre primi differenti........."...azzz..concentriamoci...".
venerdì 20 agosto 2010
Senzuno:cibo di frontiera.
Alla fine l'ho scoperto con una certa amarezza, ma è inutile negare che la fantomatica cucina territoriale è roba per snob o casalinghe in erba, memori dei loro ricordi di bambine alle prese con nonne indaffarate a "costruire i pasti per la famiglia"....tra fornelli , grembi e piatti da lavare in lavandini stracolmi di pentole e tegami di ogni tipo. Era mia nonna che dettava i ritmi e selezionava le pietanze che avremmo "mangiato" (oggi si degusta) il giorno dopo e in quei minuscoli metri quadri in pochi potevano interagire con le sue idee. Con noi bambini rintanati sotto il tavolino ad ascoltare i discorsi tra grandi è sempre stata amorevole e non perdeva occasione (ad ore precise) di farci fare merende d'autore rigorosamente al tavolo, seduti. Radio e TV assolutamente spente, involte in trini bianchi, il loro rarissimo utilizzo era per seguire telegiornali o qualche film del lunedì...ma questa era al'italia degli anni 60. Nessuno osava chiedere di accenderla prima....o non vi era nulla o semplicemente nonna non permetteva spiegando che ci faceva male...(come faceva a saperlo???) "...Via!..ora andate al mare". Aspettavo sempre che quel lento di mio cugino finisse il pan bagnato con zucchero e ricotta e intanto Nonna mi faceva lavare le mani e me le asciugava chiedendomi: " Vi è piaciuta la merenda? Stasera se zio mi porta le alici si mangiano con la pasta...alle sette!". In spiaggia al barrino di luglio era stracaldo e per i nostri dieci anni niente di più facile che tuffarsi in mare o giocare a qualsiasi cosa sul bagnasciuga. "Alle sette pasta con alici....non possiamo fare tardi..".
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